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Il libro “BERGAMO FERITA” è disponibile!

Il libro BERGAMO FERITA, sguardi bergamaschi al tempo del COVID-19 è disponibile!

Sono passati 50 giorni dal lancio del progetto editoriale BERGAMO FERITA, nato con un obiettivo chiaro: fare memoria dei giorni duri e sofferti, che, in modi e con ruoli diversi, ci hanno visti tutti uniti nella battaglia al maledetto COVID-19.

Il libro racconta questo tempo così doloroso per la nostra terra grazie alle fotografie dei bergamaschi che hanno contribuito all’iniziativa: decine di persone dalla città e dalla provincia di Bergamo hanno caricato attraverso il portale www.sguardibergamaschi.it le fotografie più rappresentative di questo difficile periodo.

Il libro propone infatti scatti significativi delle nostre lunghe quarantene, del dolore che le ha attraversate, della lotta per la vita che si è consumata in modi e forme diverse di casa in casa. Immagini che parlano di distacchi, di addii, di ricerca di normalità, soprattutto per i bambini, di come le quotidianità siano state spezzate e faticosamente progredite.

Fotografie in bianco e nero che, proprio nell’alternare i chiari e gli scuri, nel contrasto tra luci ed ombre, hanno testimoniato il dramma vissuto e la ferita profonda che questi fatti ci hanno inferto, senza rinunciare ad aprirsi alla speranza e provare a ritessere il domani di Bergamo e del Paese intero.

Siamo profondamente grati a tutti coloro che hanno creduto nel progetto e vi hanno partecipato, permettendoci di portare a compimento il lavoro i cui  ricavi andranno in beneficenza: saranno donati all’ospedale cittadino ASST Papa Giovanni XXIII.

Contiamo anche su di Voi per diffondere la pubblicazione così che questo libro entri nelle vostre case e possa diventare un concreto aiuto alla nostra gente.

Edizioni Sahel

Infoesse srl, partner tecnico


Scheda informativa libro

Scheda del sito di e-commerce per l’acquisto

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BERGAMO FERITA, sguardi bergamaschi al tempo del COVID-19

“È iniziato tutto con le immagini di Bergamo vuota, sola nella sua bellezza schiva e spesso ignorata…”

Il peso di questi giorni è grave: se tra le mura domestiche si cerca di dare un respiro di normalità e regolarità alle giornate, tutto ciò che accade nelle strade desolate di città e provincia fa male, per chi piange una persona cara, per chi non l’ha potuta salutare, per chi spera e prega perché il nome di parenti o amici non allunghi la lista dei deceduti.

Una lista lunga, lunghissima.

Al centro dei nostri pensieri la nostra città e la nostra provincia, sappiamo quanto siano forti e ferite, quanto davvero “non stiano mollando”, seppur aggredite nel profondo.

Vogliamo raccontarla, descriverla questa terra, con le immagini di chi vorrà contribuire al progetto editoriale “BERGAMO FERITA, sguardi bergamaschi al tempo del COVID-19”.

Un progetto che propone agli abitanti di città e provincia di inviare le fotografie che scatteranno in casa o affacciandosi alla finestra o ai balconi.

È  un’idea che vuol esser moto popolare che abbracci tutto il territorio bergamasco: il libro nascerà con il contributo di tutti i bergamaschi che potranno e vorranno partecipare a questa iniziativa, che vuole stare con la gente e per essa.

Voi… che state in casa e avete voglia di condividere un momento domestico, rappresentativo di questa lunga quarantena;

Voi… che potreste guardare da una finestra o affacciarvi al balcone per riprendere la via o la piazza del vostro paese o uno scorcio di città solitaria…

Voi… che in passato avete fatto foto che potrebbero essere pertinenti con quanto stiamo vivendo in città e in provincia…rispolverate gli archivi e inviateci i vostri scatti!

Sceglieremo le foto più significative e qualitative, rigorosamente in bianco e nero, per realizzarne un libro che faccia memoria di questi giorni, nei quali, per un bene che è collettivo, restiamo in casa.

Devolveremo i ricavi in beneficenza donandoli all’ospedale cittadino ASST Papa Giovanni XXIII.

Bergamo è la nostra città, la sua ‘passione’ oggi ci spinge ad agire, a lavorare per lei, ancora di più, ancor meglio.

Per maggiori informazioni, per i termini di partecipazione e per contribuire al progetto “BERGAMO FERITA” visita www.sguardibergamaschi.it


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Bergamo, una promessa

È iniziato tutto con le immagini di Bergamo vuota, sola nella sua bellezza schiva e spesso ignorata. Le stradelle di Città Alta, la Piazza Vecchia, il passeggio sulle mura senza ombra di persona, e il centro piacentiniano lasciato a se stesso, senza quella vitalità che tante iniziative portano.

Oggi è il 21 marzo 2020. Il primo giorno di primavera, checché ne dicano i nuovi astrologi, il giorno in cui è nata Alda, il giorno che celebra l’inizio di quella stagione che colora anche la nostra città. Le chiome degli alberi esplodono di fiori, il verde dei prati invita a uscire e il primo caldo alleggerisce dal peso dei vestiti invernali.

Sono i giorni nei quali i bergamaschi si riversano per le strade, si godono la loro città, torna quella vita all’aria aperta che si attende con ansia tutto l’inverno…

Ma quest’anno è diverso.

Bergamo sta lottando forte per la vita.

Perché un nemico oscuro, venuto da lontano, l’ha aggredita e violata. Capofila nella battaglia al COVID-19 è l’ospedale Papa Giovanni XXIII, ma tutte le strutture sanitarie della città e della provincia son diventate trincee. Si combatte una guerra spietata, perché i numeri dei morti, che crescono quotidianamente, sono quelli registrati soltanto duranti i conflitti bellici.

In queste corsie allestite e continuamente riorganizzate per accogliere quanti più malati possibili si intrecciano storie di bergamaschi che cercano semplicemente di restare in vita.

E dietro ogni persona che se ne va, c’è una famiglia che si trova sola a ricevere una telefonata che riporta il decesso, e c’è un uomo o una donna a stringere quella cornetta foriera di morte e che probabilmente ha accompagnato questa persona a morire, impartendogli la benedizione di quel Dio che oggi non ha tonaca né clergyman, ma un camice bianco o una divisa verde.

Storie di uomini e donne che stanno soffrendo e rischiando, ma soprattutto lottando.

L’imperativo per chi non è malato è di stare a casa. Non ammalarsi. Non affaticare ulteriormente gli ospedali che stanno dando prova di forza e vigore, nonostante i politici, nonostante l’Europa, nonostante i mass media.

Per chi è a casa si seguono ligi le regole, che poi sono una: non uscire, non uscire, non uscire.

E si assiste con dolore e disperazione alle fatiche fisiche e psicologiche di chi è in prima linea, si cerca di star vicini, sebbene distanti, con chi come noi è a casa, ma soprattutto con chi sta lavorando, con chi sta patendo la perdita di cari, senza neppure il conforto dell’ultimo saluto, senza neppure il funerale, cerimonia collettiva e di incontro. Perché se è bello salutarsi quando ci si trova, è necessario dirsi addio, come l’uomo ha fatto sin dagli albori della propria storia.

Sono giorni così, tesi, spossanti, feroci.

E noi che siamo in casa, unica difesa dal corona virus, unica chance per la collettività di tornare prima o poi alla normalità, noi che siamo qui, indifesi di fronte al dolore di chi ti chiama: “Hanno ricoverato mio padre”, “La mamma di due ragazzi è mancata”, “Mio cugino non ce l’ha fatta”… noi che siamo qui pensiamo a tutti voi che lottate, a voi che soffrite, a voi che sperate e pensiamo, pensiamo, … pensiamo anche al futuro, a quello che ci sarà da ricostruire finito tutto questo: lenire le ferite di chi è stato privato di affetti preziosi, rispettare i lutti cittadini e dell’intera provincia, celebrare i funerali che oggi sono proibiti, rendere merito, anche economico, a chi in questa battaglia si è speso fino allo spasimo, mettendo a repentaglio se stesso e la propria famiglia…

E poi… e poi ricostruire, ricostruire, ricostruire: anzitutto il tessuto economico di questa Provincia così ricca e fiera, e poi ricostruire la fiducia sociale in un Paese che ci ha pur sempre abbandonato, in una Regione che ha latitato nella costruzione di un ospedale necessario e così via…fatti di cronaca maledettamente ordinaria e dannatamente funerea…

Di fronte a tanto sgomento, tanta solitudine, tanto dolore, abbiamo iniziato, come potevamo, per quello che siamo, a fare quello che sappiamo e amiamo fare, affinché questa città abbia il suo futuro, facendo anche noi la nostra parte, per quanto piccola, fino in fondo.

Siamo editori, minuscoli, nati pochi anni fa, desiderosi di costruire un’impresa che nei suoi figurati sviluppi potrà portare benefici collettivi, statali e sociali; consci che ci sarà sempre più da imparare di quello che saremo in grado di apprendere, ma non per questo capaci di desistere, anzi proprio in virtù di ciò desiderosi di andare ogni giorno un pochino oltre, continuando a camminare, compiendo un passo dopo l’altro.

E se è vero che non possiamo ancora calpestare i verdi prati delle mura o i ciottoli sconnessi della Corsarola, possiamo prepararci al domani di Bergamo per Bergamo. Con fiducia in questa città, che oggi combatte la sua disperata battaglia.

E allora, da bravi bergamaschi, siamo pronti a lavorare come ci piace fare, da sempre.

E allora abbiamo pensato di crescere un altro po’, entrando nel World Wild Web, per farci conoscere, per far conoscere l’anima di Bergamo, città di grande bellezza, refrattaria ad ogni piaggeria, di carattere fiero e laborioso, difficilmente piegabile alle logiche comuni.

Le Edizioni Sahel ci sono. Il deserto che è nel loro stesso nome e che oggi attanaglia le strade urbane lo spazzeremo via, torneremo alla nostra città, provati, ma con ancora più voglia di ricostruirla.

Ti teniamo stretta, bella Bergamo. Manchi alla tua gente, che ti aspetta, con l’animo in fermento e con la passione nel cuore.

L’Editore.


Foto di Bergamo di Alberto Bigoni

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Sospensione della 61° Fiera dei Librai Bergamo

Foto di copertina di Nadine Shaabana su Unsplash

COMUNICATO STAMPA
Bergamo, 12 marzo 2020 – La Fiera dei Librai Bergamo, il cui svolgimento era previsto dal 18 aprile al 3 maggio 2020, comunica che la 61° edizione della manifestazione è rimandata, a carattere precauzionale, a data da definire.

I librai indipendenti di Bergamo, rappresentati da Libreria Arnoldi, Cartolibreria Nani, Libreria Palomar, Il Parnaso libri&natura, Punto a capo libri, insieme agli organizzatori Promozioni Confesercenti e Sindacato Italiano Librai (SIL), hanno valutato di sospendere la manifestazione per garantire al pubblico un evento strutturato e di qualità, in continuità con la tradizione delle precedenti edizioni. Manifestazioni come la Fiera dei Librai Bergamo necessitano infatti di mesi di preparazione, organizzazione e promozione, condizioni al momento sospese per garantite il rispetto di quanto indicato dalle Autorità a seguito del protrarsi dell’emergenza sanitaria.

Ufficio Stampa
Fiera dei Librai Bergamo
Paola Colombelli
+39.333.2931776
p.colombelli@servizicec.it

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L’è riàda la cicogna

Foto in copertina di Photo Lucrezia Carnelos su Unsplash

L’è riàda la cicogna è il 16° brano de L’Epopea amorosa del Giopì e de la Margì di Sergio Pagliaroli, recitata e cantata da I contadini canterini di Pognano.

Clicca qui per ascoltare il brano.

Libro e cd sono acquistabili scrivendo a info@edizionisahel.it